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Google

lunedì 29 settembre 2008

La difesa della privacy non è più un miraggio


Ogni giorno, nel momento in cui accediamo ad Internet, compiamo decine di ricerche con Google.

Quello che la maggior parte degli utenti non sa è che le nostre preferenze vengono registrate in un apposito Database per tracciare un profilo dei navigatori. Ciò dovrebbe consentire di migliorare il servizio e renderlo più personalizzato e adatto alle nostre esigenze. In realtà spesso questi dati vengono utilizzati per fini non proprio trasparenti, nonchè ceduti ad aziende per ricerche di mercato (vedi articolo su The Indipendent: http://www.independent.co.uk/news/science/google-is-watching-you-450084.html). Ma come ci si può difendere da questa intrusione nelle nostre vite?

Esistono vari sistemi, alcuni più efficaci altri meno, ma tutti in grado di evitare un uso scorretto delle informazioni che ci riguardano. Eccone alcuni, elencati da Hanay Raja in un recente articolo apparso sul Corriere della Sera (http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/08_agosto_24/come_aggirare_google_60c8a6bc-71f5-11dd-8174-00144f02aabc.shtml) :

RICHIESTE FANTASMA - Track Me Not è un'estensione per il browser Firefox pensata per proteggerci dal data-profiling attivato dai motori di ricerca, funziona per tutti i motori, non solo per Google. TMN lavora in background quando Firefox è aperto ed invia periodicamente delle ricerche casuali. Il motore di ricerca riceverà le nostre ricerche reali mescolate a molte altre, simulate dal programma. In questo modo Google non sarà in grado di recepire nitidamente quali siano gli argomenti che ci interessano, poiché questi compariranno in modo offuscato. In altre parole l'applicazione nasconde il percorso di ricerca in un insieme indistinto di domande fantasma rendendo difficile l'aggregazione di tali dati in un profilo preciso che identifichi l'utente.

IL DONO DELL' INVISIBILITA' - Scroogle è un sito internet che si colloca tra l'utente e Google rendendo anonime le ricerche. Dal sito si può scegliere la lingua di ricerca (compreso l'italiano) e se usare connessioni criptate HTTPS. Passando attraverso Scroogle si diventa praticamente invisibili a Google perché sarà il sito stesso a raggiungere il motore di ricerca per noi. In più sono eliminate pubblicità, cookie e ogni sistema di tracciamento lesivo. Navigando su Scroogle si avranno gli stessi risultati di Mountain View, senza pubblicità e profilazione. Scroogle è stato creato da Daniel Brandt, creatore di un altro sito anti-google: Google Watch questa sorta di osservatorio si occupa di raccogliere tutte le malefatte più o meno note di Google offrendo sempre ottima documentazione aggiornata e validi suggerimenti per difendere la propria privacy.

SCAMBIAMOCI I COOKIE! - Scookies è un' estensione per il Browser Firefox e funziona per tutti i motori di ricerca e siti internet che cercano di tracciare gli utenti tramite i cookie. Scookies cambia i cookie degli utenti mescolandoli gli uni agli altri. In questo modo vengono alterati i profili di ciascun utilizzatore intorbidendo il tracciato originale. Inoltre ogni user può segnalare nuovi siti internet che fanno profilazione contribuendo a migliorare l'anonimato di tutti gli altri. Scookies aumenta la sua performance ogni volta che un nuovo utente si aggiunge alla comunità. Questo applicativo è una creazione di Andrea Marchesini coautore del volume Luci e Ombre di Google, edizione Feltrinelli un utile saggio sui pericoli che si incorrono nel fidarsi troppo di Google.

RISOLVERE IL PROBLEMA ALLA RADICE - Privoxy è un proxy anonimizzante. Ovvero un applicazione che si colloca tra il nostro browser e i siti internet che vogliamo raggiungere. Con questo proxy possiamo davvero controllare la privacy della navigazione. Consente di cambiare lo user agent (nome del browser e del sistema operativo) , bloccare banner pubblicitari, filtrare cookie e molto altro. Può essere installato anche sul proprio computer in semplici passaggi ed è altamente configurabile. Privoxy è uno strumento essenziale per qualunque progetto che miri a proteggere la navigazione dell’utente.

Posto che questi sistemi non garantiscono la totale riservatezza delle nostre informazioni, dobbiamo tuttavia riconoscere che aiutano a preservarle da molti sguardi indiscreti. Sta a noi in ogni caso imparare a convivere con la realtà attuale e a non dare nulla per scontato. Anche i siti in apparenza più innocui possono nascondere parecchie insidie per la nostra privacy. Non resta che stare con gli occhi aperti e iniziare a utilizzare strumenti come quelli sopraccitati, nella speranza che siano sufficienti a rendere più sicura l'esplorazione del Web.

3 commenti:

Gigi Cogo ha detto...

Tema complesso e di attualità che implica precise conoscenze tecnologiche ma anche approcci culturali diversi da quello italiano. Purtroppo!

Enrico Giubertoni ha detto...

Io penso che la corrente di detrattori dei meccanismi basati sulla pubblicità contestuale e sull’utilizzo di dati anonimi per ricerche di mercato, sia molto simile a quanto sostenuto dai sostenitori della Teoria Critica della comunicazione.

Esiste un retaggio della società di massa che ritiene il web come luogo di pericoli e considera i soggetti, come persone da difendere da una cultura che si alimenta in modo sociale, sulla base dei contributi di soggetti individuali, in una modalità autoemancipante.

Non vedo nulla di male se dei soggetti si emancipano dialogando tra loro attraverso un uso sociale della rete e i social media.

E - sulla base di questa mia opinione - sostengo la positività dell’approccio scelto da Google e dall’emergente paradigma del Social Web e della Social Culture.

Ho scritto un post sul mio blog di risposta: nel quale ho articolato un po' di più le mie opinioni su questo intrigante dibattito

Grazie mille per avere posto questo interessantissimo tema :-D

Andrea Bichiri ha detto...

Enrico ti ho risposto sul tuo blog!

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