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Google

mercoledì 23 aprile 2008

Nuove frontiere: Google finanzia la mappatura del DNA

Dopo aver finanziato lo scorso Novembre con 10 milioni di dollari la start-up 23andMe, ora Google ci riprova. La multinazionale ha investito per la seconda volta in pochi mesi in un’azienda specializzata nel mappare il Dna e il settimanale Businessweek ipotizza l'arrivo di un motore di ricerca anche per i geni.
A fondare la società era stata la moglie di Sergey Brin (uno dei creatori dell’impero Google), Anne Wojcicki, che a “soli” 999 dollari, offriva uno screening genetico completo del proprio DNA.
Pochi giorni fa l’azienda di Mountain View ha acquistato una grossa quota, finora mantenuta segreta, anche della Navigenics, specializzata sempre nei test genetici.
Che l’intenzione sia di andare oltre alla semplice partecipazione agli utili lo si deduce dalle parole di Andrew Pederson, portavoce di Google:

"Siamo interessati - ha dichiarato - a supportare tutte le aziende che appoggeranno la nostra missione cioè organizzare le informazioni del mondo e renderle accessibili a tutti. Da queste compagnie verrà un gran numero di informazioni ed è importante per noi esserne coinvolti adesso, nelle prime fasi".

L'obiettivo è quello di proseguire sulla strada tracciata dal primo progetto. Gli utenti che si iscrivono a 23andMe (il servizio è attualmente disponibile solo negli Stati Uniti) riceveranno una vera e propria consulenza medica. Basta pagare, e l’azienda decodificherà il vostro DNA per dirvi chi siete, da dove venite e forse anche dove andate. La mappa del Dna contiene infatti informazioni di ogni tipo, dalla provenienza genealogica e geografica della vostra persona fino al tipo di malattie che potreste trovarvi ad affrontare per predisposizione. E poi, anche tutto quello che avete ereditato dalle generazioni precedenti.

Ci sono altre aziende che forniscono servizi simili già in attività, ma nessuna che offra quello che 23andMe si prepara a lanciare: il social networking alla Myspace e Facebook et similia, basato sul codice genetico. Gli utenti del sito potranno paragonare il proprio DNA e scegliersi secondo il proprio bagaglio genetico piuttosto che in base ad affinità elettive e culturali.

Come potrebbe reagire una persona alla notizia che ha ereditato la predisposizione a contrarre un certo tipo di malattia cardiovascolare da sua madre ? Come vi sentireste se il vostro DNA raccontasse che vostro padre ha geni tipicamente tedeschi e occhi azzurri, dopo aver vissuto una vita convinti del contrario ? Accettereste di buon grado l’idea che vostro figlio di 2 anni ha ereditato da voi la predisposizione alla particolare condizione x ?

Anche dal punto di vista etico ci sarebbe molto da discutere.

A tentar di fugare ogni dubbio ci prova, un po’ ironicamente la stessa azienda, il cui nome deriva dalle 23 coppie di cromosomi che definiscono il DNA di ogni individuo, dichiarando nella sulla homepage: "Don’t! panic. We’re here to help you".

Sembra, infatti, che il loro lodevole impegno sia essenzialmente rivolto a portare la gente verso una maggiore consapevolezza dei propri tratti genetici attraverso le tecnologie più innovative. Come si legge sempre sul sito sembra che uno degli obiettivi cardine (le operazioni sono iniziate da poco) sia di creare un social network fondato non solo su interessi condivisi, ma su basi scientifiche come i tratti comuni del DNA: altro che Web 2.0…qui potremmo parlare a ragione di DNA 2.0!

La Rete si configura dunque come punto di sintesi ideale per gestire in maniera rapida e razionale i dati che progressivamente verranno acquisiti da 23andMe sui propri clienti. Ancora una volta Google cammina sul filo del rasoio per quanto riguarda la questione privacy, che comunque, secondo dichiarazioni ufficiali è una delle priorità sulle quali la società intende lavorare.

Se desiderate approfondire l’argomento, Wired, il mensile sulla tecnologia più diffuso e influente negli States, propone qui un’anteprima del lungo articolo che ha dedicato all’azienda nel Dicembre scorso.

4 commenti:

olimpianet ha detto...

...da una parte affascinante...dall'altra allucinante.....stiamo a vedere che succederà!!!!!
^__^

Gigi Cogo ha detto...

Oh, signur,
ci manca solo il SN dei "geni" :-)
Non lo so, certe cose sono talmente avanti che anche un accondiscendente come me stenta a capirne la portata.
Di solito accetto tutto ciò che porta miglioramento nella vita di tutti i giorni, tutti gli strumenti abilitanti e facilitanti e i servizi inoovativi.
Ma qui c'è l'etica, e il discorso si complica asai!
Ciao

Andrea Bichiri ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Andrea Bichiri ha detto...

Ciao Gigi. Il discorso è molto complesso. Se da una parte questa mappatura ci permetterà di conoscere qualcosa in più di noi stessi e delle nostre origini, dall'altra costituisce un bel dilemma a livello etico.
Un uso intelligente di questi servizio, senza sconfinare in terreni minati come il SN dei geni potrebbe tuttavia rappresentare una svolta positiva per la medicina, aiutando a prevenire e curare molte malattie. E' su questo aspetto che dovremmo focalizzare la nostra attenzione.

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