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lunedì 17 novembre 2008

A proposito di Wikinomics, Zooppa e business 2.0

Figura_1 - The Social Age

Per chi ancora non lo sapesse su Shannon.it è in corso un vivace dibattito sul rapporto tra web 2.0 e pubblicità in Zooppa (user generated advertising).

Trovate la discussione e tutti i commenti a questo indirizzo: http://www.shannon.it/blog/pubblicita-del-futuro-lesperienza-dellitaliana-zooppacom/.
Riprendendo l'ultimo spunto offerto da Enrico Giubertoni che sottolineava come:
"Il vantaggio fondamentale di Zooppa.com è che la comunicazione si arricchisce di un valore creativo molto alto poichè libero dai vincoli dati dagli approcci pubblicitari che ogni società di comunicazione si dota.
Secondo me ciò che potrebbe/dovrebbe emergere da questo dibattito sta nel capire come ottimizzare questo valore strategico di creatività nel web 2.0".

Wikinomics: il manifesto del web 2.0. Ho fatto una ricerca approfondita su google trovando un interessante documento che riassume i punti chiave della nuova economia collaborativa basata sui principi della Wikinomics.

Il paper, presentato presso il Corso di Dottorato internazionale in Società dell'Informazione dell'Università degli Studi di Milano-Bicocca (http://www.quasi.unimib.it/) dal Ph.D. Stefano Mizzella è intitolato: "Sharing Ideas - I principi della Wikinomics applicati ai casi di Qoob, SciVee e Zooppa".

Esso riporta tre esempi di business che ripercorrono le idee centrali proposte da Don Tapscott ed Anthony D. Williams nel loro libro: Qoob, piattaforma italiana dedicata alla musica e alla cultura underground, SciVee, piattaforma scientifica americana di condivisione multimediale e Zooppa, start-up italoamericana interamente dedicata al social advertising.

Come afferma Mizzella:

"Seppur presentando caratteristiche differenti, tutte e tre le piattaforme, caratterizzate dalla predominanza del video come elemento costitutivo, sembrano dimostrare l’efficacia di approcci aperti all’innovazione in cui le imprese che attirano e ricompensano i partecipanti più capaci hanno l’opportunità di creare nuove e reali fonti di vantaggio competitivo".

Zooppa: un microcosmo collaborativo in continua evoluzione. In questo post concentrerò la mia attenzione sopratutto su Zooppa, riservandomi di trattare gli altri 2 modelli di business nei prossimi articoli. A questo proposito è significativo notare la presenza di una vera e propria "microeconomia" all'interno di questa realtà che richiama alla mente i Linden dollars di Second Life.

Gli Zoop$ dollari rappresentano infatti la moneta virtuale emessa dalla ZoopBank e si guadagnano partecipando e piazzando in classifica i propri lavori nelle varie gare. Analogamente al mondo virtuale di Second Life, anche gli Zoop$ possono essere convertiti in dollari americani.

Ribaltando il punto di vista dalla parte non più dell’utente ma delle aziende, il diagramma di flusso dell'articolo precedente, IO ti do un MARCHIO → TU crei una PUBBLICITÁ → TU voti la MIGLIORE → IO ti PAGO, assume ora nuove sembianze: TU ci dai il tuo MARCHIO e sponsorizzi una GARA su ZOOPPA. NOI ti forniamo la PUBBLICITÁ e ti diciamo come sei PERCEPITO.

La successione del diagramma serve sostanzialmente a rispondere a una domanda che sembra più che lecito porsi. Perché, infatti, una grande azienda, con un brand già riconoscibile, dovrebbe rivolgersi a un servizio come Zooppa per lanciare la propria campagna di advertising?
E perché, soprattutto, decidere di affidarsi alla produzione di utenti non professionisti e non alle competenze certificate di un’affermata agenzia pubblicitaria? Questa la risposta o, meglio, le risposte, fornite direttamente da Zooppa:

"Perché potrete contare sulla forza innovativa di uno strumento in continua espansione come Internet, sfruttandone tutta la viralità e la capacità di raggiungere ogni angolo del globo con una velocità impensabile per qualsiasi altro media.

Perché potrete aumentare la creatività della vostra comunicazione e avere moltissimi nuovi spunti. Con Zooppa.com avrete accesso ad un bacino creativo molto più esteso, sia grazie al numero di utenti che intervengono nel nostro sito sia grazie alle caratteristiche del mezzo utilizzato. Il nostro modello favorisce l’accesso ai nuovi linguaggi di comunicazione al ritmo di Internet.

Perché il vostro marchio potrà essere visto da un’audience allargata di persone. I video postati vengono promossi nella rete sia dallo staff di Zooppa sia dagli utenti stessi, che contribuiscono a innescare un circolo virtuoso di viralità.
Gli utenti che partecipano alle gare non solo entreranno in contatto con il vostro marchio, ma condivideranno le loro idee parlando di voi nella rete. In questo modo, potrete avere un riscontro reale di come le persone percepiscono la vostra azienda".

La viralità della piattaforma è inoltre aumentata e rafforzata dai diversi servizi di community che Zooppa mette a disposizione dei propri utenti: Zoopperland, Zooppa Store, Matto per Zooppa.
Strumenti, questi, utili per conoscere e scambiare opinioni con i vari “zooppers”, commentare i video più belli e acquistare gadget ufficiali. Una risorsa, soprattutto, per incentivare la creazione e l’espansione del buzz, ovvero il passaparola prodotto dagli utenti su brand e servizi che, grazie al web, sta letteralmente rivoluzionando le tradizionali dinamiche di marketing e di social reputation.

Modellare per innovare. Ovvio che a questo punto i fruitori del web, hanno l’opportunità di modellare le proprie risorse creative su un nuovo modo di produrre e scambiare conoscenza. Allo stesso tempo, le imprese e le aziende più innovative hanno l'occasione di far proprie tali risorse come mai è stato possibile fare fino ad ora: “Co-creare con i clienti è come attingere al bacino di capitale intellettuale più qualificato che sia mai stato aggregato” (Tapscott, Williams, 2006, p. 166).

È proprio questa capacità di riunire la conoscenza proveniente da milioni di individui, capaci di organizzarsi in maniera autonoma, a dimostrare che “la collaborazione di massa sta trasformando la nuova Rete in qualcosa di simile a un cervello globale” (p. 39).

Prosumers e aziende sempre più sociali. Una produzione sociale capace di generare anche inedite modalità di retribuzione e nuovi modelli di business sempre più votati al riconoscimento dei contenuti generati dagli utenti.

Le forme particolari che assumerà il rapporto tra prosumers (producer + consumer, parola che indica il ruolo attivo dei consumatori all'interno del mercato attuale) ed aziende illuminate (che sperimentano per prime gli ultimi approcci del web 2.0, in una continua ri-definizione e ri-organizzazione interna ed esterna) costituiscono la vera sfida per quanti vorranno produrre innovazione in questa fase del web.



Figura_2 - The Social Enterprise

Ne è consapevole anche Chris Anderson, che nel suo ormai famoso articolo sul concetto di “Long Tail”, decreta l’avvenuta disintegrazione del mainstream in milioni e milioni di frammenti culturali diversi, come la causa più profonda capace di sconvolgere profondamente sia i media che l'intrattenimento tradizionali: “l’era del one-size-fits-all è al capolinea, rimpiazzata da qualcosa di nuovo: un mercato di moltitudini” (Anderson, 2006, p. XIX).


Figura_3 - The new marketplace: modello di distribuzione a coda lunga

Dentro questo mercato di moltitudini, un mercato invisibile divenuto finalmente visibile grazie all’economia della distribuzione digitale, "hit" (prodotti ideati per raggiungere il consenso del più alto numero di persone nel più breve tempo possibile) e "nicchie" (prodotti destinati a vendite marginali ma tuttavia costanti nel tempo) convivono per la prima volta nella storia sullo stesso piano economico: “entrambe voci in un database che vengono richiamate a richiesta, entrambe ugualmente degne di essere trattate. All’improvviso, la popolarità non detiene più il monopolio della redditività” (p. 13).

Di conseguenza, prodotti ideati e realizzati in modo del tutto amatoriale non solo garantiscono, in accordo col principio della coda lunga, un consumo marginale ma pur sempre costante e redditizio, ma in alcuni casi possono raggiungere picchi di notorietà e vendibilità che si addicono maggiormente alla parte sinistra della curva.
Zooppa ha sicuramente raccolto la sfida della long tail, non resta che vedere chi avrà il coraggio di seguire il suo esempio.

2 commenti:

Stefano Mizzella ha detto...

Grazie per la citazione Andrea e complimenti per il tuo blog (già aggiunto tra i miei feed). Sto continuando a lavorare su questi temi per la mia tesi di dottorato, ti terrò aggiornato e spero ci siano altre occasioni per riflettere insieme su queste tematiche.

A presto!

Andrea Bichiri ha detto...

Figurati. Ho trovato i tuoi studi molto interessanti. Ci saranno sicuramente nuove occasioni per riflettere su queste materie in futuro. Ciao!

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