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Google

mercoledì 4 novembre 2009

Google Wave: l'onda del cambiamento

Con la stessa forza di un'onda del mare che si infrange su uno scoglio, Wave si preannuncia come l'invenzione più dirompente, incontenibile e rivoluzionaria degli ultimi tempi.

Immaginate un grande contenitore web intelligente capace di offrire comunicazione e cooperazione in tempo reale, multimedialità, mappe e strumenti di elaborazione. Se ci riuscite, avete già capito cos'è Google Wave.



Google Wave logo

Tutto in uno. Msn? Skype? E-mail? Facebook? Potrete averli tutti assieme in un unico strumento. Un sogno? No pura realtà. Il concetto alla base di tutto è il "tempo reale". Che senso ha nel Web attuale distinguere tra posta elettronica e messaggi istantanei, podcast, voip e contenuti in streaming quando questi e altri elementi possono essere incorporati in un flusso unico, uno "stream of dataness" di testo (mentre qualcuno scrive, gli altri utenti vedranno le parole apparire poco alla volta sullo schermo), immagini, mappe, video e multimedia?

La potenza dell'onda. Le waves possono arrivare in qualsiasi momento da qualunque direzione, intrecciarsi, arricchirsi completarsi, coinvolgendo più utenti. Qualcuno potrebbe giustamente obiettare: ma così non si rischia il caos totale, confusione, perdita di frammenti importanti del discorso?. Tranquilli, la risposta è no.

Ognuno potrà catalogare il flusso informativo a suo piacimento salvandolo in apposite cartelle (folders) così da rileggere i documenti, rivedere i video o riascoltare la conversazione preferita.

La Wave, una volta aperta, è uno spazio sensibile e modificabile. Poniamo di essere in cinque e voler discutere privatamente con una persona. Ebbene non ci crederete ma è possibile isolare la conversazione senza uscire dall'onda. Per i più esigenti anche nascondere cosa si digita in tempo reale, attivando la funzione di draft. Installando Google Gears, infine, l'interazione di Wave coi contenuti del computer sarà totale, abilitando il content sharing con un semplice click.

Struttura e layout. Approfondiamo meglio la struttura e le funzionalità di questa applicazione.

La schermata di Wave non è molto diversa da quella di una webmail. Tanto che i più pigri potrebbero cadere nella tentazione di adoperarlo come casella di posta. A sinistra della pagina c'è la barra di navigazione, che comprende le cartelle delle "onde", i settaggi e poi due box per le ricerche personali e i propri folder in cui catalogare le waves (basta trascinarcele sopra).



Google Wave Screenshot


Le ricerche personali sono caratterizzate da specifiche tag (metadati) , con cui è possibile raggruppare i contenuti delle onde che contengono l'oggetto della propria ricerca, che sia una parola, un concetto o un widget/mappa/multimedia. Una funzione fondamentale per mettere un po' d'ordine nel caos che piano piano si formerà a causa dell'accumulo dei dati.

L'onda, ovunque. Blog in pericolo? Tutto quello che compone una wave, dal testo ai gadget, può essere embeddato in altre piattaforme. I primi a risentire di questo cambiamento saranno i blog che dovranno mutare profondamente la loro natura se vorranno sopravvivere al più grande diluvio di bit che la storia ricordi.

Rischieranno infatti di divenire obsoleti se Google Wave manterrà tutte le promesse iniziali. Se la comunicazione si farà sincrona, real-time che senso avrà mantenere degli spazi asincroni come i blog in cui lasciare commenti che probabilmente troveranno risposta dopo 1 ora?. Ovviamente la mia è soltanto una provocazione, certo è che un'applicazione così innovativa potrebbe modificare le dinamiche di comunicazione e conversazione, monopolizzando l'attenzione dei navigatori.

Che senso avrà parlare di blogosfera? comunità?

L'evoluzione dello scenario porterà alla nascita di una nuova forma di aggregazione, che si distaccherà sempre più dal concetto tradizionale di comunità di derivazione sociologica (vedi Ferdinand Tönnies, uno dei fondatori insieme a Ludwig Stein e Max Weber, della Società tedesca di sociologia, in un libro intitolato Gemeinschaft und Gesellschaft - Comunità e società). Ma anche da quello in auge nell'epoca postmoderna, basata sulla progressiva decostruzione dei confini propri dell'individuo, di comunità virtuale (The Virtual Community di Howard Rheingold).


LA NEOCOMUNITA' COLLABORATIVA

La neo comunità che a me piace definire collaborativa potrà finalmente disporre degli strumenti per scrivere, parlare, lavorare in tempo reale, senza più barriere geografiche, fisiche e temporali. Essa si prefigurerà come "un'entità che trasforma continuamente se stessa senza essere ancorata ad un luogo specifico, ben definito" (A.B. 2009). Certo l'ultimo ostacolo è rappresentato dal digital divide ma con un po' di pazienza presto o tardi anche questo verrà superato.

In questa pagina di Google Labs ci sarà tra non molto il codice necessario per incorporare una wave dovunque, dai blog ai sistemi editoriali complessi. Praticamente quasi sostituendoli, con una diretta-web di quello che si desidera, composta da testo, immagini, video, servizi e voce grazie a Google Voice. Il passo da qui al personal broadcasting audiovisivo è sempre più breve.

Personalizzazione. Ciascun utente potrà quindi costruirsi il proprio palinsesto virtuale, invitando a prenderne parte tutti gli amici, parenti, colleghi, conoscenti. La potenza dell'onda si propagherà velocemente in tutto il globo, coinvolgendo sempre più persone.

Le idee viaggeranno su una sorta di autostrada circolare con tantissime diramazioni verso metropoli (hub) città (nodi intermedi) e paesi (nodi locali). Nessuna di queste si perderà perché prima o poi troverà un interlocutore interessato nei tanti svincoli o verrà riassorbita nel flusso principale per poi intraprendere nuovi percorsi (A. B. 2009).


Modello di comunicazione circolare di Google Wave

Vi invito quindi a provarla e farmi sapere il vostro giudizio in merito. Ciao

FONTI:




5 commenti:

alessandropalestini ha detto...

Se non delude le aspettative con questo prodotto Google dominerà completamente il Web! Ho visto una presentazione, sembra interessante ma forse un po' al di sotto delle aspettative, certamente è evidente una certa convergenza dei sistema ma cmq la comunicazione asincrona ha ancora qualche vantaggio...

Andrea Bichiri ha detto...

Sì. Ora è presto per giudicare ma se dovesse essere così come lo descrivono darebbe una scossa non indifferente a tutto il Web.

Le nostre abitudini subirebbero un grande cambiamento. Di colpo crollerebbero molte certezze e ci ritroveremmo a comunicare tutti in tempo reale. I blog avranno spero la forza di sopravvivvere magari integrando lo strumento al loro interno. La sfida in ogni caso è stata lanciata. Vedremo come andrà a finire.

Enrico Giubertoni ha detto...

La cosa interessante è che Google Wave sembra proporsi come standard, come un oggetto nuovo che rinverdisce l'email.

Una via di mezzo tra la concezione degli standard stile World Wide Web Consortium alla Tim Berners Lee.

Eppure se ci si pensa, Google Wave è un prodotto non di un consorzio, non è una convenzione, ma non è nemmeno un prodotto chiuso stile Adobe/Macromedia Flash.

Io penso sia il prodotto di un fare impresa sociale, il prodotto in poche parole, di un innovativo approccio di impresa che Google ha creato, poiché Google è impresa del XXI secolo.

Insomma Google Wave è un paradigma del fare impresa sociale del XXI secolo

Andrea Bichiri ha detto...

Esatto Enrico. Google in soli 10 anni si è imposto nel panorama del Web adottando un modello di business orientato alla libera fruizione delle applicazioni da parte degli utenti.

Questi, danno il loro apporto allo sviluppo di software ospitato non su una macchina ma sul portale Google.

I costi di distribuzione si fanno irrisori, così come quelli di avanzamento dei programmi che subiscono migliorie grazie ai preziosi suggerimenti degli internauti, non più passivi acquirenti, ma partetecipanti attivi (prosumer)della fase produttiva.

Paolo Ratto ha detto...

Ottimo articolo Andre. Io sto provando da qualche giorno Wave... ma fin'ora (come ho ribadito in un post sull'argomento su FF) lo osservo, lo studio cerco di capirlo a pieno.. ma non mi entusiasma...
Probabilmente avendo la lista dei contatti quasi vuota è normale. Certo che considerato il clamore suscitato dalla sua uscita, le aspettative sono molte. Fin'ora lo paragono alla notte di Capodanno... tutti l'aspettano e poi si rimane delusi... oppure magari no. Aspettiamo un pò e vedremo se ci sarà il botto...
Staremo a vedere compare!

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